società sportiva panchina chiavari


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allenatori

Massimo Vai, Stefano Maglione, Fabio Botto

Ai tempi di Eriksson-Clagluna la Panca inaugurò la sua storia con una coppia al timone: Maglione e Vai allenatori coadiuvati dal sergente di ferro Botto alla preparazione atletica; il terzetto fu espressione di una Panca autarchica e dilettantistica che si basava essenzialmente su di un calcio pane e salame e che resse il sodalizio per due campionati avendo il merito di non figurare mai all'ultimo posto.

Attilio Schiaffino

Esordì in panchina alla Panca nel terzo campionato della sua storia con fortune alterne, riuscendo comunque a produrre un gioco piacevole e tattico, la sua compagine finì in una posizione medio bassa.

Gian Piazza

La sua carriera alla Panca si può dividere in due fasi: nella prima, forte di una rosa di prim'ordine raccolse successi con la squadra che stazionava nei quartieri alti della classifica, nella seconda con una rosa meno dotata la squadra ebbe piazzamenti più modesti ma comunque di livello, facendo togliere ai tifosi più di una soddisfazione; il suo calcio era un mix di tradizione ed innovazione che portò comunque la panca alla ribalta.



Edoardo Di Maio

Scelto per la notevole competenza atletica, impostò una squadra fisica che, tuttavia, dato il materiale umano, non riuscì a reggere una tale dose di allenamento; la classifica, al termine del campionato fu nella parte destra della classifica.


Alfredo Romiti

Dopo essere tornato sul campo a 47 anni, l'ex libero della Lavagnese, assunse la guida tecnica dei grigio verdi impostando una preparazione atletica tradizionale e molto fisica, la tattica fu ispirata a moduli del calcio del passato come il "sistema" ed il "vm" che parevano scomparsi, fiero difensivista ma mai catenacciaro le sue squadre producevano un calcio arrembante e spigoloso che non lasciava nulla al caso.


Silvano Morandi

Un allenatore quasi sacchiano, portò una ventata di novità nel panorama calcistico locale, la sua visione calcistica era ispirata all'aggressione degli spazi, alle palle inattive ed agli schemi sempre nuovi. Maniacale nella preparazione della partita per lui ogni avversario non costituiva mai una sorpresa; la Panca in quegli anni giocava un calcio brioso e spumeggiante con una situazione di classifica sempre nella parte sinistra.

Davide Vezzoso

Una squalifica rimediata per eccessive proteste complice gli impegni extracalcistici dell'allenatore precedente, Silvano Morandi, furono i motivi che indussero i dirigenti della Panca a lanciare Davide Vezzoso come Mister; al tempo poteva sembrare una scelta avventata ma i competenti responsabili grigio verdi già intravedevano le capacità tecniche presenti nel "bomberino"; infatti la sua Panca praticava un calcio concreto fatto di trame ariose e soluzioni pratiche ma geniali. Nel campionato 2001-02, dopo un torneo di vertice, la Panca perde lo spareggio per salire in seconda in un Riboli gremito, ma viene ugualmente promossa; nel campionato successivo a causa di vari incidenti la Panchina retrocede pur giocando un buon calcio condito di soluzioni tecniche innovative.

Gian Pasquale, Cimarosa

Una stagione e mezza per il duo Pasquale-Cimarosa con il primo a ricoprire la carica di allenatore titolare ed il secondo come valido vice-mister; Gian Pasquale fu il primo allenatore "profesionista" della Panca, la squadra giocava un calcio alla Bearzot con una zona mista a centrocampo e la difesa a tre con il libero arretrato a coprire; la prima stagione fu il punto più alto toccato dalla Panchina in classifica concludendo al quarto posto nella seconda stagione di seconda categoria della sua storia. Memorabile la trasferta gastronomica ad Oleggio. La seconda stagione, a causa di alcune cessioni importanti, per ragioni di bilancio, vide la carenz di risultati ed anche di gioco che costrinsero alle dimissioni a stagione in corso della coppia di tecnici.

Commissione Tecnica

Le dimissioni del duo Pasquale-Cimarosa a causa di una crisi di risultati ma anche di gioco, portarono alla scelta di una Commissione Tecnica interna alla guida della Panca. Fu una soluzione quasi ovvia per traghettare la squadra alla fine di un torneo sfortunato che culminò con la retrocessione all'ultimo posto. Il capo ideale di quella commissione, che comprendeva anche altri, fu Gianni Roffo che contribuì a mantenere uno spogliatoio affiatato ed unito, seppure in crisi di risultati. Il gioco della Panca si basava su di un semplice 5-3-2 per rintuzzare il deficit tecnico, tuttavia la capolista Vecchia Chiavari, che vinse a man bassa il torneo, a Caperana andò incontro ad uno stentato pareggio.

Franco Barletta

Una stagione e mezza, con la prima a giocarsi i play off persi con il Borgorapallo; allenatore tradizionalista che praticava un ferreo gioco a uomo un poco demodè, personaggio di grnadi doti umane e vaste esperienza nella seconda stagione lasciò a campionato in corso per carenza di stimoli in un'ambiente dove aveva ormai dato tutto.

Antonio Manfredi

Subentrato a stagione in corso ad un demotivato Barletta seppe costruire una squadra spettacolare basata su di un gioco aggressivo e veloce grazie ad allenamenti innovativi basati su nuove tecniche e schemi offensivi, non a caso la sua Panca scendeva in campo con l'ardito 3-4-3. Buoni i risultati e la classifica.

Rudy Capuccini, Sandro Andreani

Al primo campionato in panchina Capuccini centra l'obiettivo societario del raggiungimento dei play off e li vince nell'epica sfida al Macera contro il quadrato United Rapallo, nella seconda stagione si conferma con una tranquilla salvezza in seconda regalando ai tifosi non poche soddisfazioni. Allenatore pragmatico che predilige scelte di sostanza ha dalla sua il costante raggiungimento dei risultati; il suo calcio non è un blocco monolitico di certezze ma di aggiustamenti continui modellando le sue squadre oltre che sulle caratteristiche dei suoi giocatori, anche su quelle degli avversari, infatti lo studio continuo delle altre squadre è uno dei suoi punti di forza. Per una stagione è stato supportato dal valido Andreani nelle vesti di preparatore dei portieri; nella seconda avventura nella Panca è stato Davide Vezzoso ad integrarlo negli schemi e nella preparazione delle partite.

Davide Vezzoso, Rudy Capuccini, Matteo Vellaccio

Vezzoso torna sulla panchina della Panca ed impone un sistema di gioco troppo avanti che non da i risultati sperati, troppo tifoso della Panca si dimette patendo molto, subentra Capuccini fino a quel punto della stagione general manager e porta la squadra ad una salvezza non troppo sofferta. Importante il ruolo di preparatore dei portieri dell'esperto Vellaccio che permette una buona crescita dei tre portieri della squadra.

Rudy Capuccini, Matteo Vellaccio
Campionato 2010/11 giocato ad alta intensità fino al crollo nelle ultime sei giornate; fino ad allora Panca stabile nei primi posti, capace di contendere la testa della classifica agli avversari e comunque con un più che onorevole sesto posto finale.

Francesco D'Amelio, Matteo Vellaccio, Venzano.
Tre campionati, dal 2011/12 al 2013/14 ad alta intensità, dopo la ricostruzione societaria un ciclo costituito partendo praticamente da zero, con una squadra ad alta spettacolrità ma sempre nel solco della filosofia Panchina. Tre stagioni memorabili grazie ad un grande allenatore ed al suo team.

Angelo Carlini, Roberto Copello e Luca Di Pietro, il team chiamato a dirigere la Panca dalla stagione 2014/14: il rinnovamento nella continuità.

Andrea Fazzini: subentra a Copello nella sfortunata stagione 2014/15, a lui il compito di riportare la Panca nel suo campionato di competenza nel 2015/16

Mirco Parma: Parte come secondo di fazzini a cui subentra a campionato in corso e riporta la Panca in seconda categoria, dopo appena un anno di terza, vincendo la lotteria dei play off.

Claudio Paglia: prelevato dal Ri Calcio, con lui la Panchina arriva al risultato piùalto della sua storia giocandosi il passaggio in prima categoria, dove viene sconfitta nei play off. La bella stagione consente al Mister al passagio diretto in Promozione.


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